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L'Opinabile

opinàbile (agg.) : Che comporta un'opinione personale, soggettiva / discutibile.

postato da arturmons alle ore 17:25
giovedì, 30 ottobre 2008

In un periodo di crisi economica mondiale, che ovviamente non può che ripercuotersi sul nostro già disagiato paese, si stanno prendendo - come spesso accade in queste situazioni - delle contromisure che a dir poco scontentano i più. Il dissenso cittadino sta trovando ampia espressione nelle manifestazioni di piazza, in particolare degli studenti, contro il decreto 112 (divenuto poi legge 133/08, una super-legge zeppa di articoli e commi), che per risollevare le sorti del paese rischia più che concretamente di affossare l'istruzione italiana, in particolare l'università.
Secondo il decreto, approvato ieri in Senato (scatenando la rabbia dei dimostranti) le università pubbliche andranno incontro a un processo di privatizzazione che porterà enormi danni economici al cittadino (tanto per cambiare), nonchè alle istituzioni stesse. Un'unversità come La Sapienza (la più grande d'Europa, vantando un numero di 140 mila studenti), al pari di tutte le numerose università pubbliche sparse per l'Italia (che effettivamente sono un po' tantine, e non tutte grandi ed efficenti), subirà dei tagli di circa 500 milioni di euro solo nei prossimi tre anni. una bella batosta, non trovate? Ma non è tutto. Come è spiegato nell'articolo 66 comma 13 di questa opinabilissima legge, tralasciando il nostro parere circa questo taglio (che significherebbe la chiusura, per molti Atenei), da questo punto in poi - ossia dopo i primi tre anni - il taglio ammonterà a 400 milioni di euro l'anno. Inoltre, secondo l'articolo 16, le università pubbliche (un vanto e un simbolo per l'istruzione democratica, libera e di massa) potranno scegliere (noi diciamo "saranno costrette")  di diventare fondazioni private, dato che i sovvenzionamenti pubblici cesseranno e le università saranno di conseguenza nelle mani delle aziende (e tralasciamo anche che solo in alcuni settori - come quello della medicina e pochi altri - queste aziende saranno in grado di garantire il giusto sostegno, creando un dislivello tra l'una e l'altra facoltà). Ma continuiamo a tralasciare: privatizzandosi, le unviersità dovranno aumentare le tasse notevolmente per autofinanziarsi, e potranno a farlo a loro piacimento, non essendoci un limite di legge. Tralasciando anche le conseguenze di tutto ciò (perchè è questo che hanno fatto i governi, tralasciare) e altri dettagli di questa legge - come il ricambio dei docenti che coprirà solamente il 20% dei posti che si libereranno - ci chiediamo piuttosto se possa sembrare giusto scagliarsi contro una legge che cerca di risollevare le casse dello Stato, anche se a prezzo altissimo. Ci chiediamo se possa essere l'unica mossa percorribile per migliorare qualcosa (ovviamente da qualche altra parte). E mentre ci chiediamo queste cose, ecco che arriva una e-mail che sta facendo il giro dell'italia, che non lascia scampo a equivoci e, da una parte, in qualche modo giustifica l'ira e la forte presa di posizione di tutti coloro che stanno esprimendo dissenso e sdegno.
Pubblichiamo il contenuto integrale della mail in questione. In nome della libertà e del diritto all'informazione, che è di tutti e non solo dei potenti. Mentre si affrontano problemi di vasta portata come quelli di cui si è appena discusso, c'è chi si aumenta uno stipendio già faraonico: alcuni temi della mail. Comportamenti - che se fossero veri, e probabilmente non lo sapremo mai ufficialmente - sarebbero deprecabili, che amdrebbero in controtendenza con il momento storico, e non solo. Ma questo, lo tralasciamo. Davvero. E non aggiungiamo altro.

Gabriele Monteduro


Ecco l'email che sta facendo il giro di tutta Italia:


MANDIAMOLI A LAVORARE :
 
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari  pari a circa Euro 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE;

STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese;

PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare);

RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese;
INDENNITA' DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00);  
 
TUTTI ESENTI DA TASSE

+
TELEFONO CELLULARE: gratis;

TESSERA DEL CINEMA: gratis;

TESSERA TEATRO: gratis;

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA: gratis;

FRANCOBOLLI: gratis;

VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis;

PISCINE E PALESTRE: gratis;

FS: gratis;

AEREO DI STATO: gratis;

AMBASCIATE: gratis;

CLINICHE: gratis;

ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;

ASSICURAZIONE MORTE: gratis;

AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;

RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).

INOLTRE: 
Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!!);

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio);

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
 

Far circolare.......si sta promovendo un referendum per l' abolizione dei  privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono   essere lette  solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di  portarle a conoscenza degli italiani......
 
PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA
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categoria : interni, universita, riflessioni opinabili

postato da arturmons alle ore 23:04
sabato, 20 settembre 2008

Il sabato pomeriggio dedicato agli anticipi di serie A ha visto il Catania di Zenga battere l'Atalanta dei miracoli di Del Neri. Il caso ha voluto che la rete decisiva la segnasse proprio il giovane Paolucci - ex nerazzurro - con un diagonale rasoterra sul quale Coppola non è esente da colpe. Eppure il risultato che premia il Catania va molto stretto agli uomini di Del Neri, che avevano messo sotto i rossoazzurri per buona parte della gara. Doni e compagni avevano sfiorato più volte il vantaggio. E lo avrebbero meritato. Comunque sia, con questa vittoria, il Catania raggiunge quota 6 in classifica, affiancando proprio l'Atalanta, e la Lazio che domani se la vedrà col Milan.
In serata, invece, è avvenuta la resurrezione della Roma. A farne le spese la Reggina di Nevio Orlandi, sconfitta 3-0. I giallorossi impiegano un pò di tempo per carburare, e gli amaranto sembrano riuscire a gestire gli attacchi avversari. Ma nel finale del primo tempo arriva il vantaggio romanista, siglato da Panucci, in mischia. La rete che taglia le gambe alla Reggina apre invece molti spazi alla Roma. Più fiduciosa e convinta delle proprie forze, trova il raddoppio a inizio ripresa con un bolide di Aquilani all'incrocio. Per la Reggina ormai non c'è più nulla da fare, nonostante il timido tentativo di riacciuffare la partita. In campo anche Totti, quando invece non sembrava ci fosse spazio per lui. E il capitano, appena entrato al posto di un buon Menez, offre subito un pallone d'oro in verticale a Perrotta, che però è in offside. Sullo stesso asse si concretizza poi il 3-0, con
Perrotta che ribadisce in rete una potentissima punizione del numero 10 giallorosso.
Spalletti tira un sospiro di sollievo e può ben sperare in vista del futuro. Una vittoria scacciacrisi a volte può bastare. Staremo a vedere.

Gabriele Monteduro
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categoria : sport, brevi

postato da arturmons alle ore 17:59
giovedì, 18 settembre 2008

Una vittoria e un pareggio. Questo il bilancio del mercoledì europeo per le altre due squadre italiane partecipanti alla Champions League. La Juventus ha fatto sua una partita tutt'altro che agevole. Lo Zenit si dimostra squadra arcigna e anche pericolosa, ma ancora non possiede il carattere della Juve. Non bastano Arshavin e Tymoschuk. Ranieri, dalla sua parte, ha un certo signor Del Piero. E se Camoranesi nel primo tempo coglie il palo su azione d'angolo prima di abbandonare il campo per infortunio, ecco che Alex, nella ripresa, sistema le cose con una punizione alla Pirlo dai trenta metri. L'effetto del pallone disorienta completamente l'estremo difensore russo, il pallone entra, e la Juve vince 1-0.
Chi non ha vinto, invece è stata la Fiorentina, che però aveva messo sotto il Lione come fanno solo le grandi squadre. Doppietta di Gilardino nel primo tempo. Due stacchi di testa perfetti su due assist che lo erano altrettanto. 2-0 all'intervallo. Ma non è bastato a mettere a sedere definitivamente Benzema e compagni. L'arbitro ci ha messo del suo, in occasione della rete francese che accorciava le distanze. Zauri era a terra da una trentina di secondi nei pressi della propria porta, per aver subito un fallo - nemmeno fischiato - da Govou. I francesi hanno voluto dimenticare l'esistenza del fair play - strana cosa, questa... - e anzi, hanno approfittato della posizione di Zauri, che teneva in gioco tutti, per infilare Frey sull'asse Benzema-Piquionne. Nulla di più facile e scarto dimezzato. Poi, a pochi minuti dal termine, con i viola non più padroni del campo, è arrivata la rete del pari decisivo di Benzema, che sfruttava uno schema da calcio piazzato per liberare il destro vincente. Un pari amaro per Prandelli e i suoi, che però tornano a casa consapevoli delle loro potenzialità.
Nel girone dei viola il Bayern di Toni e Oddo ha vinto di misura in casa dello Steaua Bucarest, rete di Van Buyten.
Mentre nel girone della Juve, il Real si sbarazza 2-0 del Bate Borisov, con le reti di Sergio Ramos nel primo tempo e di Van Nistelroy nel secondo.
C'è poi un girone che vede tutte e quattro le squadre a quota 1 punto e nessuna rete segnata. Manchester United-Villareal e Celtic-Allborg sicuramente non passeranno alla storia della Champions League per lo spettacolo offerto, ma lo stesso non si può dire per il nostro aribtro Trefoloni, che dirigeva Celtic-Allborg. Il fischietto toscano potrebbe infatti passare alla storia per un clamoroso errore, ossia aver espulso il giocatore sbagliato. Beauchamp, e non Jakobsen, avrebbe - secondo il suo distratto parere - commesso fallo da ultimo uomo sul greco Samaras. Il giocatore ingiustamente espulso ha cercato invano di convincere il direttore di gara che era stato vittima di un abbaglio. Non vogliamo immaginare la sua sconsolazione mentre si avviava negli spogliatoi...
Fortunatamente i gol sono stati padroni della scena su altri campi. A Oporto, per esempio, dove i padroni di casa hanno fatto fuori i turchi del Fenerbahce con il punteggio di 3-1. Di Lopez, Lucho Gonzalez e Lino i gol portoghesi, con lo spagnolo Guiza che accorciava momentaneamente le distanze.
Nello stesso giorne, l'Arsenal non va oltre l'1-1 in casa della Dinamo Kiev. E dire che gli uomini di Wenger rischiano addirittura di perdere fino all'88', quando Gallas pareggia i conti aperti dalla rete di Bangoura.

La sconfitta della Roma, i mezzi passi falsi di Manchester e Arsenal, l'esplosione dell'Atletico Madrid di Aguero. Queste le prime grandi sorprese della prima giornata di Champions League. Ora l'appuntamento è al 1 ottobre. L'occasione, per le squadre che finora hanno disatteso, di riprendersi il palcoscenico. E l'occasione di confermare qualità e ambizioni, per chi ha stupito. A presto.

Gabriele Monteduro
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categoria : sport, champions league

postato da arturmons alle ore 15:23
mercoledì, 17 settembre 2008

Comincia bene per l'Inter di Mourinho, la competizione europea più prestigiosa. Soffrono, i nerazzurri, in casa del Panathinaikos, ma sono trascinati da un grande Ibrahimovic, che cerca continuamente il gol e i compagni. E se il bersaglio grosso non lo trova lui, allora decide di inventarsi l'azione del vantaggio, servendo a Mancini un grande pallone in area che chiede solo di essere spinto in rete, e il brasiliano lo fa. La gara non cambia piega: i greci spingono molto, colpiscono un palo, impegnano seriamente Julio Cesar. E nel finale, quando Mourinho manda in campo Adriano, proprio grazie all'Imperatore arriva il 2-0 che dà la tranquillità ai nerazzurri. Un match difficile, un successo mai messo in cassaforte. Alla rete di Adriano, all'85', Julio Cesar tira un sospiro di sollievo e si fa il segno della croce. Evidentemente le sue preghiere sono state ascoltate.
A Roma, invece, di presenze divine o salvifiche non c'è traccia. I giallorossi perdono a sorpresa contro i romeni del Cluj. Rimaneggiati e spenti, gli uomini di Spalletti erano comunuqe riusciti a portarsi in vantaggio con Panucci, ma venivano raggiunti poco dopo dalla rete di Juan Culio. Nella ripresa, sempre Juan Culio confezionava con un gran tiro la sua doppietta personale e il sorpasso sulla Roma. Una Roma irriconoscibile, anche se piena di alibi. Eppure gli umori in casa giallorossa non sono dei migliori. Ora serve ricompattarsi e trovare la forza di ripartire. Un monito che assume sempre più la forma di un obbligo.
Nello stesso girone della Roma, il Chelsea travolge 4-0 il Bordeaux, trascinato dalle reti di Lampard, Joe Cole, Malouda e Anelka.
Nel girone dell'Inter, invece, Werder Brema e Anorthosis non vanno oltre uno scialbo 0-0.
Negli altri gironi vincono il Barcellona (3-1 allo Sporting Lisbona), l'Atletico Madrid (trascinato dal baby fenomeno Aguero, 3-0 in casa del Psv), il Liverpool (2-1 nel segno di Gerrard, in casa dell'O.Marsiglia) e gli ucraini dello Shaktar Donetsk (anche loro 2-1, in casa del Basilea).
Stasera ci attende la seconda ondata di partite. La Fiorentina farà visita al Lione, la Juve ospiterà i russi dello Zenit. Speriamo che questo primo mercoledì europeo non sia agrodolce per le squadre italiane come purtroppo è stato il martedì. Ai viola e ai bianconeri vanno i nostri auguri. Per un esordio in Champions League che in realtà è un ritorno per entrambe le squadre. Bentornate in Europa.

Gabriele Monteduro
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categoria : sport, champions league

postato da arturmons alle ore 19:23
domenica, 14 settembre 2008

Dopo mesi e mesi di inspiegabile paralisi, L'Opinabile - altrettanto inspiegabilmente - torna a pubblicare. E lo fa la domenica della seconda giornata di serie A.

Il campionato era cominciato all'insegna delle sorprese, mostrandoci nessuna delle squadre cosiddette "grandi" in grado di imporsi sugli avversari. Inter e Roma avevano diviso la posta in palio rispettivamente con Samp e Napoli. Il Milan addirittura cadeva in casa con una neopromossa, il Bologna. Fiorentina e Juve, nel big match, non riuscivano ad andare oltre il pari.
Ad oggi le capoliste, e questa è la vera sorpresa, sono Lazio e Atalanta. Già, perchè i biancocelesti, dopo il 4-1 di Cagliari, regolano 2-0 la Sampdoria di Cassano. Zarate ha confermato con un gran gol che la prima di campionato non era stata banalmente la sua giornata fortunata. Pandev non aveva nulla da confermare, ma ha timbrato ancora il tabellino dei marcatori. Sembra un'altra squadra, la Lazio di Delio Rossi. Più cinica, più capace di soffrire senza subire, e di colpire spietatamente.
L'Atalanta di Del Neri, invece, festeggia la testa della classifica con la prima vittoria in trasferta ai danni del Bologna, steso dalla rocambolesca rete di Guarente.
Ora, fatti gli onori alle provvisorie capoliste, parliamo di altre sorprese. Brutte sorprese, per la precisione. La più brutta è la sconfitta del Milan a Marassi, col Genoa di Milito. I rossoblù di Gasperini piegano 2-0 la banda di Ancelotti, che nel primo tempo schierava un attacco di palloni d'oro (Kakà, Ronaldinho, Shevchenko). La rete di Sculli suggellava la supremazia rossoblù in campo. Il rigore di Milito a tempo scaduto legittimava ulteriormente quanto visto, ossia la perfezione tattica dell'undici genoano e lo smarrimento di quello rossonero. Ancelotti, per quanto Galliani ne dica, è sulla graticola.
Il Napoli, dopo il prestigioso 1-1 d'esordio all'Olimpico con la Roma, fa sua la partita del San Paolo contro i viola di Prandelli. Che però si erano portati in vantaggio con una rete di Mutu, in realtà da annullare per offside. E allora la giustizia divina del calcio è scesa in campo per regalare la vittoria ai partenopei, che porta la firma del solito Hamsik - già alla seconda realizzazione in campionato - e del neoacquisto Maggio.
Il Siena, con le reti di Calaiò e Ghezzal, batte 2-0 il Cagliari di Allegri, che resta a quota zero in compagnia del Milan. Va però detto che ai sardi è stato annullato per fuorigioco un gol di Larrivey, in realtà regolare.
Stesso punteggio nella partita Lecce-Chievo e primi tre punti per i pugliesi, grazie alle reti di Caserta e Castillo.
Non è bastato invece al Torino il gran gol di Amoruso, che aveva portato in vantaggio i suoi contro la sua ex-squadra, la Reggina. Gli amaranto di Nevio Oralndi, infatti, agguantano il pari grazie alla sfortunata autorete di Di Loreto.
Ieri una Roma decimata dagli infortuni cadeva al Barbera sotto i colpi di Fabrizio Miccoli, che ha operato la rimonta dopo l'iniziale vantaggio giallorosso siglato da Julio Baptista. L'infermeria piena, la doppietta del folletto ex-Juve e il tris definitvo di Cavani negano ancora la prima vittoria agli uomini di Spalletti.
Invece l'Inter - sempre ieri - superava, anche se faticosamente, il Catania di Zenga. Dopo essere passati in svantaggio per la rete di Plasmati, i nerazzurri riequilibravano con Quaresma le sorti della gara dopo un solo minuto. La rete definitva arrivava poi a tempo scaduto per un'autorete di Terlizzi.

Con questi risultati e questa classifica, i bookmakers possono anche andare in pensione. Ma che restino comunuqe nei paraggi, nel calcio non si può mai sapere. Forse un giorno le statistiche ricomincerannno a contare qualcosa e le classifiche ricominceranno a venire stilate sulla carta. Per ora, il campo sta imponendo la sua legge. Assurda, ma è sempre legge.


Gabriele Monteduro
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categoria : sport

postato da peppekilled alle ore 01:03
venerdì, 22 febbraio 2008

Il Consiglio dei Ministri dopo una lunga relazione del Ministro degli esteri D'Alema,ha riconosciuto ufficialmente l'indipendenza del Kosovo.
La relazione del Ministro degli esteri ha trovato un unico parere sfavorevole, quello del Ministro della solidarietà sociale Ferrero.

Ieri, in parlamento  durante la riunione sul rinnovo del decreto missioni, D'Alema ha sostenuto che l'indipendenza del Kosovo è "interesse dell'Italia,che nell'ex provincia serba dovrà inviare 2600 militari e 200 funzionari civili nel quadro della missione civile stabilita dall'Ue, con il compito di vigilare il Kosovo nel passaggio a nuovo stato indipendente". Sempre secondo D'Alema "se non si dovesse riconoscere l'indipendenza del Kosovo, questi uomini non avrebbero la copertura per poter agire con le autorità di Pristina, quindi dovremmo ritirarli. Il che non servirebbe a nessuno, in primo luogo alla Serbia".
Secondo il Ministro il processo di riconoscimento di Pristina non intaccherà i buoni rapporti stabiliti negli ultimi anni con la Serbia.

Intanto, oggi è stato ricevuto nella Santa Sede l'ambasciatore della Serbia, mentre non si hanno dichiarazioni ufficiali dal Papa. L'unica dichiarazione è quella del Direttore della Sala stampa Vaticana che in un commento alla radio ha affermato: "La Santa Sede segue con attenzione la vicenda, con il più vivo auspicio che in questo momento così delicato prevalga il senso di responsabilità e lo spirito di pace su ogni altro atteggiamento, sia nei popoli, che nei governanti".

A Belgrado, migliaia sono le persone scese in piazza a manifestare contro l'indipendenza del Kosovo. La manifestazione ufficiale, avvenuta oggi, è stata caratterizzata da alti momenti di tensione e paura. Una minoranza del corteo ha assaltato l'ambasciata Usa, dando a fuoco un edificio al cui interno è stato trovato il corpo carbonizzato di un giovane manifestante.

Giuseppe Mammana
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categoria : esteri